08 luglio 2017

Recensione: L'arte di essere fragili di Alessandro D'Avenia


Buongiorno Readers e ben tornati qui sul blog! Oggi vi parlo di un romanzo che ho letto per la challenge ma di sicuro è un libro fuori dalla mia portata.

Leopardi è spesso frettolosamente liquidato come pessimista e sfortunato. Fu invece un giovane uomo affamato di vita e di infinito, capace di restare fedele alla propria vocazione poetica e di lottare per affermarla, nonostante l’indifferenza e perfino la derisione dei contemporanei. Nella sua vita e nei suoi versi, D’Avenia trova folgorazioni e provocazioni, nostalgia ed energia vitale. E ne trae lo spunto per rispondere ai tanti e cruciali interrogativi che da molti anni si sente rivolgere da ragazzi di ogni parte d’Italia, tutti alla ricerca di se stessi e di un senso profondo del vivere. Domande che sono poi le stesse dei personaggi leopardiani: Saffo e il pastore errante, Nerina e Silvia, Cristoforo Colombo e l’Islandese… Domande che non hanno risposte semplici, ma che, come una bussola, se non le tacitiamo possono orientare la nostra esistenza. La sfida è lanciata, e ci riguarda tutti: Leopardi ha trovato nella poesia la sua ragione di vita, e noi? Qual è la passione in grado di farci sentire vivi in ogni fase della nostra esistenza? Quale bellezza vogliamo manifestare nel mondo, per poter dire alla fine: nulla è andato sprecato? 
 
Titolo: L'arte di essere fragile
Serie: Auto conclusivo
Autore: Alessandro D'Avenia
Editore: Mondadori
Genere: Saggio
Pagine: 216
Pubblicazione: ottobre 2016

Mai letto un saggio e mai letto nulla di questo autore. Non ho messo la valutazione perchè non è corretto bocciare un libro che già sapevo non era di mio gusto. Il libro si presenta come una specie di dialogo, con un linguaggio articolato, troppo teorico e davvero difficile da seguire, ma vediamo meglio cosa ne penso.



Il libro si compone di quattro parti: l'adolescenza o arte di sperare, maturità o arte di morire, riparazione o arte di essere fragili e infine morire o arte di rinascere. In queste quattro parti l'autore parla dell'esistenza dell'uomo in generale ma anche di Leopardi durante ciascuna di queste fasi della sua vita, ma più ai testi che Leopardi compone che alle sue vicende personali.

L'autore mostra un Leopardi completamente diverso dall'uomo pessimista, triste e depresso che si studia al liceo. In realtà Leopardi vedeva le cose in una maniera completamente diversa ed essendo cose brutte per tutti era lui il pessimista. D'Avenia scrive a Leopardi in questa sorta di romanzo epistolare e non, non ha una propria e vera definizione secondo me. Il libro unisce il saggio, alle lettere, al diario, ai consigli per i giovani per affrontare al meglio la vita.

Di sicuro un libro che io non ho mai letto e penso non faccia al caso mio. Ci sono romanzi e romanzi, persone e persone. Io preferisco leggere per svagarmi e non pensare e quindi questo tipo di romanzi non fanno per me. Non perchè siano brutti sia chiaro, ma io li definisco mattonelle. Sono libri dove devi metterci la testa, capire, pensare e ragionare e io non ce la posso fare alla sera stanca morta. Per gli amanti del genere è sicuramente una perla unica perchè riconosco anche io la qualità di D'Avenia di scrivere per far riscoprire un autore passato alla storia per le qualità negative. D'Avenia ci fa scoprire un lato diverso, un Leopardi positivo e amante della vita.

L'autore è un professore e quindi è molto teorico, il libro si legge ma è molto pesante perchè abitualmente non legge questo stile e non gli piace nemmeno. Non riesco a parlare di un libro perchè non mi è piaciuto ma perchè già in partenza non era il mio genere e non perchè è brutto, scritto male o illeggibile. Spero che chi voglia leggere questo autore gli dia una possibilità a prescindere.

A presto 
Kris

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